Lucia Soldà

 

Lucia SoldàAthesis2004 09 10 LuciaSoldà 0039

Via Gramsci, 15
35048 Stanghella PD

tel. 0425 95660

 

 

Biografia 
Lucia Soldà è nata a Lendinara (Rovigo) ma, quando lei era ancora in tenera età, la sua famiglia si trasferì a Stanghella (Padova), dove ha sempre vissuto e tuttora risiede. Ha frequentato l’ Istituto di Arte “Pietro Selvatico” di Padova, dove ha studiato le tecniche della pittura, della scultura, dello sbalzo. La sua forma espressiva privilegiata è stata fin dagli esordi la pittura, attraverso la quale rappresentare la dimensione rurale in cui è nata e cresciuta; ricorrente il motivo dei rapporti tra l’ uomo e la natura. Alcune tra le sue opere giovanili sono state ospitate negli anni ‘60-’70 presso la colonia estiva di Asiago (Vicenza) e successivamente esposte presso locali pubblici della zona. In seguito, ha preferito dedicarsi alla vita privata: sposata, ha una figlia. Nel corso degli anni più recenti, tuttavia, ha portato avanti una produzione non destinata al pubblico che riprende i temi già proposti della natura e dello scorrere del tempo. Attualmente, esegue opere solo su commissione, che talvolta firma con lo pseudonimo “Solù”.

L’arte – Il colore dell’ emozione 
Nessuna sfumatura, solo colori decisi, linee marcate, forme ben definite, nei quadri di Lucia Soldà. Perchè lo spettatore è un interlocutore, al quale va raccontata una situazione, al quale va comunicata una sensazione, attraverso un linguaggio chiaro e deciso.

A volte il quadro alza la voce, altre volte grida, ma non toglie mai a chi guarda la libertà di dare una risposta personale: anzi, tanto più forte è l’ impressione che i colori e le linee trasmettono, tanto più è stimolata l’ interpretazione di ciascuno. Insomma: il quadro è un punto di partenza, non di arrivo.

Attraverso pesanti arcate vediamo una natura prigioniera, che non riesce più ad esplodere, se non in rari momenti onirici. E quando la mente si abbandona in questi voli, la fantasia viene sempre sorretta dalla memoria: ecco che il colore è tanto più vivo (“La bicicletta”, “Le due amiche d’ infanzia”), perchè a lui è affidato il compito di far ritornare attuale la sensazione e l’ emozione proprie di un contesto che ormai non c’è più.

Il colore diventa poi la trasposizione visiva dell’interiorità dei soggetti, mentre nel taglio di un occhio cogliamo l’ani-ma di una persona e forse anche il suo destino. Se il colore è l’ emozione, il segno marcato la fissa nello spazio e nel tempo.

Spesso l’ emozione, diventa la protagonista unica del dipinto: scompaiono quasi del tutto i riferimenti alle forme convenzionali e viene rappresentato ciò che la realtà tangibile evoca nella mente e nel cuore dell’ artista.

L’emozione, così, scompone la materia e poi la ricompone, ma agli occhi dello spettatore tutto resta comprensibile, perchè il quadro, quanto più scava nell’ intimo delle sensazioni, tanto più “si confida” con lo spettatore, il quale giunge a riconoscersi nella sensazione che quelle forme, solo apparentemente astratte, suscitano ed alimentano.

E l’emozione ha un’ importanza tale da non poter essere affidata ad una tela leggera e debole, ma alla solidità del legno, ad una compattezza che verrà corrotta dal tempo solo quando saremo passati anche noi, di modo che la nostra memoria ci seguirà… Fino ad allora, il colore continuerà a parlarci.

Ilaria Ghirotti 

 

 

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