Dario Ferrandi, Respiro la montagna

Buongiorno,

vi informo che è stato pubblicato il mio primo libro di fotografia naturalistica dal titolo “Respiro la montagna”.
Vi prego gentilmente di valutare l’organizzazione di una serata di presentazione, per la quale ho realizzato un audiovisivo.
Per maggiori informazioni vi invito a sfogliare le pagine del mio sito www.darioaag.it
Cordiali saluti.

(dalla Prefazione di Vitantonio Dell’Orto)
Ci sono pochi limiti, nel mondo odierno, a quello che possiamo fare. A dove possiamo andare. Le montagne sono uno di questi. Le cerchiamo perché sono l’unico luogo in cui vedere un ostacolo, un confine. È un limite necessario, che aiuta a definirci ed a ritrovare l’orientamento della nostra umanità, la sua dimensione e il senso della sua fragilità. Ci dà una misura di noi stessi, e questa non è filosofia spicciola, come sa bene chiunque abbia fatto dell’alpinismo, o anche solo dell’escursionismo impegnativo. Certo, esistono diversi modi per interagire con questo limite; alcuni che in qualche modo sanno di “sbagliato”: l’uso meramente ricreativo e consumistico, dagli impianti sciistici ad altre follie simili; quello macho-competitivo della montagna su cui misurare la propria prestanza, qualcosa da conquistare, violare.
L’autore proviene da quest’ultimo approccio – se non altro per essere cresciuto nell’abbraccio delle Orobie, dove arrampicarsi è consuetudine – ma il suo spirito sensibile ha lasciato che la montagna stessa lo cambiasse. Essa, infatti, non purifica solo le acque, ma allo stesso modo lo spirito, riavvicinandolo alle cose essenziali, filtrando il superfluo. Cristallino come l’acqua, fine come l’aria nei polmoni: respirare la montagna non è solo una metafora d’effetto, ma un atto fisico che trova una diretta corrispondenza nell’animo. Dario la respira, ed il titolo che si è scelto per il volume non è un’allegoria posticcia, ma una semplice attestazione di fatto, una dichiarazione schietta.


Dario Ferrandi
www.darioaag.it