Ai valorosi Eroi … / Nazzareno Berton > Trieste

Galleria FIAF 
Sala Mostre Fenice, Trieste

dal 22 maggio al 21 giugno 2019

Galleria FIAF “Sala Mostre Fenice”,  Galleria Fenice, 2 –Trieste (TS) – direttore Fulvio Merlak – cell 3470891530 –

Ai valorosi Eroi del Monte Grappa, di Nazzareno Berton

Questa è una ricerca, dedicata alle Medaglie D’Oro del Monte Grappa, dei luoghi dove quei meravigliosi ragazzi, che partirono da tutte le contrade del nostro Paese e che parlavano solo il dialetto del rione dal quale provenivano, accettarono di farsi ammazzare per l’Indipendenza della Patria e per un futuro migliore da donare alle generazioni successive.
Sul baluardo del Grappa, dopo la grande sconfitta italiana nella 12a Battaglia dell’Isonzo, si fronteggiarono in pochi chilometri, per la prima volta, combattenti di tutti gli eserciti in guerra: Italiani, Austro-Ungarici, Slavi, Tedeschi, Francesi e Inglesi.
Nell’anno di guerra sul Grappa, tra novembre 1917 e novembre 1918, sui due fronti ci fu un numero imprecisato ma altissimo di morti, feriti e mutilati.
Da parte italiana furono gettati sul campo “i ragazzi del ‘99”. Per la prima volta, nella fragile ed ancor breve storia dell’Italia unita, la guerra entrò in tutte le case italiane.

NAZZARENO BERTON

Nasce ad Asolo, in provincia di Treviso nel 1957, vive e risiede a Riese Pio X (TV). Durante la sua trentennale attività fotografica amatoriale ha trattato molti ambiti della fotografia; tuttavia la sua produzione si è sempre rivolta in particolare a soggetti di ambienti, costume e soprattutto di paesaggio. Più recentemente si è dedicato anche a ricerche sull’uso di tecniche “non tradizionali” nella rappresentazione di soggetti naturali di piccola dimensione. L’ambiente ed il territorio sono il primo “naturale” soggetto verso cui ha rivolto e tuttora rivolge l’interesse e l’obiettivo, ottenendo importanti riconoscimenti in campo nazionale e, in qualche caso, internazionale. Tra gli altri, con “Largo ai giovani”, nel 2015 è risultato vincitore del “13° Portfolio Trieste” e finalista di “Portfolio Italia – Gran Premio Apromastore Premio Pentax” e con “Expo 2015” ha conquistato il Premio Portfolio Tre Oci Venezia – “Now – Tendenze della fotografia contemporanea”. Nel 2017 è stato segnalato con “Ai valorosi eroi del Monte Grappa” al “15° TriestephotoFestival”, Tappa di “Portfolio Italia – Gran Premio Hassemblad”. Nel 2016, nell’ambito del Progetto Nazionale FIAF “Tanti per tutti – Viaggio nel mondo del volontariato”, alcune immagini del suo lavoro “Progetto Sollievo – Il compleanno di Maria” sono state pubblicate su libri e riviste e su numerosi quotidiani e mensili nazionali. Nel 2017/2018 è stato “Testimonial Fuji” per “La famiglia in Italia”, progetto Nazionale FIAF. Nel 2016 è stato insignito dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche dell’Onorificenza AFI e nel 2017 di quella BFI. Dal 2009, oltre a continuare la propria personale ricerca, sviluppa progetti comuni con Sergio Carlesso su temi relativi la rilettura del paesaggio e del territorio.

Bangladesh … / Saro Di Bartolo > Augusta

Galleria FIAF
“Augusta Photo Freelance – Sala espositiva G. Maddaleni” Augusta SR

dal 18 al 26 maggio 2019
inaugurazione sabato 18 maggio ore 18

Galleria FIAF “Augusta Photo Freelance – Sala espositiva G. Maddaleni” – via Ronco Rossi, 12 – 96011 Augusta (SR) – direttore Maria Pitruzzello

 

Bangledesh… un viaggio indietro nel tempo, di Saro Di Bartolo

Per molti aspetti, il Bangladesh è un paese antico, una nazione che vive in un “medioevo contemporaneo”. E’ però proprio tale non felice stato del paese e le sue condizioni di vita retrograde ad offrire opportunità fotografiche che non sarebbero altrimenti possibili. In certi momenti sembra di essere stati condotti nel passato. In qualsiasi direzione si guarda, ciò che gli occhi narrano accredita la percezione di un viaggio indietro nel tempo.

Facendo un confronto con India, Myanmar e Vietnam, nazioni limitrofi non certo evolute, la vita in Bangladesh è visibilmente più dura. Il paese è meno sviluppato e molto più povero …diffusamente povero. Condizione che però non va a discapito del calore umano e senso dell’ospitalità del suo popolo, percepibili nonostante la barriera linguistica. Si è infatti sempre accolti da sorrisi e modi gentili e mai ci si sente non voluti, né si è oggetto di alcuna forma diostilità.

Vivere il Bangladesh è un’esperienza veramente “forte” sotto molti punti di vista, pure per chi sa essere spartano ed è in grado di affrontare e superare la mancanza di comfort e le difficoltà. In altre parole, un viaggio ricchissimo di intense emozioni ed opportunità fotografiche, ma prevalentemente molto disagevole e pieno di “imprevisti non prevedibili”.

Bisogna essere estremamente flessibili e pronti a tutto. Pericolosa più di quanto si possa immaginare la loro “guida creativa”, incredibili il chiasso e lo smog diffuso. Notevole è la difficoltà di adattamento agli alimenti e la mancanza di igiene, con sporcizia pure negli alberghi e ristoranti “buoni”. Molti i pasti affrontati in bettole infelici oltre l’impensabile, o saltati del tutto, come varie le notti trascorse dormendo vestiti in umili stamberghe. È dunque da sconsigliare un tour del Bangladesh a chi non ha motivazioni davvero intense, quale può essere una profonda passione per la fotografia.

A prevalere prepotentemente su tutto sono le immagini scattate, che diventano l’energia propellente del viaggio. E’ infatti il serale riepilogo mentale dei luoghi, le persone e le situazioni riprese a rendere possibile accettare gli aspetti negativi vissuti. Le foto realizzate durante la giornata, sono i motori che motivano a ripartire con grinta il mattino successivo.

SARO DI BARTOLO

Fin da giovane Saro coltiva lo studio della fotografia e dal 1969 se ne occupa pure professionalmente. Collabora con studi di advertising, editori e tour operator. Appassionato di storia, arte e costumi dei popoli, ha realizzato reportage in varie regioni del mondo. Raccolte da cui sono scaturiti splendidi video, oggi su Youtube. Dagli anni ’80 si occupa di internet e prodotti multimediali, ottenendo prestigiosi riconoscimenti.

Suoi articoli e immagini sono apparsi su varie pubblicazioni. Tra tali presenze: Airone, Bell’Italia, Capital, il Resto del Carlino, La Maison / Lifestyle, la Repubblica, QuiTouring. E’ autore di oltre 30 mostre, personali e collettIve, tra l’altro insieme a celebrità internazionali quali Mike Goldwater e TimFitzharris.

Tra le più recenti: “Bangladesh”, quale autore italiano ospite d’onore al “CircuitoOFF Lucca 2018” e presso la Galleria del Comune di Riccione – Vietnam, un Paese da Scoprire, Torino – “Futurist Photopaintings”, Morciano – “Cortona on the Move Festival” – ”Fatto Quotidiano Festival, Marina di Pietrasanta, selezionato da Oliviero Toscani” – ”Il Racconto di Rimini”, “Teatro degli Atti”, Rimini – “Splash – Water for Life”, “Emporio 31”, Milano – “Rocce e Granelli”, Repubblica di San Marino – “Il Bello Fa Bene”, Archiginnasio di Bologna, con collocazione permanente delle foto negli ospedali della città – “Paesaggi Dal Mondo”, Fiera diRimini.

Tra le realizzazioni editoriali: “Giò Pomodoro – Ornamenti 1954-95”, alla Biennale di Venezia ed al “Fashion Institute of Technology Museum” di New York – “Magiche Trasparenze, Le Vetrate Antiche” – la collana “Guide ai 7 Musei della Provincia di Rimini” – “Tesori d’Arte e di Fede”, Regione Emilia Romagna – le opere monumentali “I Colossei nel Mondo” e “Theatra”. Tra i riconoscimenti: 1° Premio “International Travel Photography Grand Prize” della United Airlines, su 15.000 fotografi da tutto il mondo – RAI3 gli dedica uno spazio apposito nel corso del programma “Mediterraneo” tra 3.000 partecipanti vince il concorso Lonely Planet “Mondo Passione SenzaFine” 1° Premio al 12 Festival Internazionale del Film e Cd-Rom Turistico di Varese, cui partecipano 26 paesi -Premio Speciale per l’Ambiente del Ministero del Turismo della Turchia – “Posidone, Rassegna Mediterranea di Cultura ed Ambiente”, Premio Cultura – Fotografia, del WWF -Vincitore del 44° Garofano d‘Argento – prescelto a LosAngeles, insieme ai migliori fotografi naturalistici del mondo, per il prestigioso “Inner Reflections Calendar” – primo fotografo straniero, insieme a Giulietta Laconeo, a pubblicare un reportage su “Enthusiast Photographers Magazine” la prima rivista fotografica internazionale in lingua inglese del Bangladesh.

Il sito www.sarodibartolo.it , attivo dal 1997 e costantemente rinnovato, vanta oltre 2 milioni di pagine viste. Saro Di Bartolo è presente naturalmente suFacebook.

365 sinossi / Massimo D’Amato > Leica Store Firenze

Galleria FIAF
Leica Store Firenze

Mostra fotografica

365 sinossi, di Massimo D’Amato

Leica Store Firenze
Vicolo Dell’Oro 12 R _ Firenze
Inaugurazione 17 maggio 2019 ore 17

dal 17 maggio al 17 giugno 2019

365 alle 5  Radicofani, provincia di Siena, primo gennaio 2018: il sole è tramontato oltre la collina e le nuvole si spargono nel cielo ancora azzurro. E’ il primo giorno dell’anno, la prima fotografia di un progetto di 365; alle cinque della sera, l’ora del tè e di Garcia Lorca, o più semplicemente un attimo nella vita quotidiana. “365 alle 5” è iniziato come un divertimento, è diventato una scommessa, si è trasformato in un progetto: le immagini, realizzate con una macchina fotografica compatta per accentuare il taglio “minimalista”, si sono progressivamente raffinate e cadenzate in diverse tematiche: la natura, l’architettura, le opere d’arte, murales e graffiti, le frasi scritte sopra un muro (“la poesia è morta e tu sei sopravvissuto”, 12 gennaio); la bellezza di Firenze e dei suoi monumenti. Tutte le fotografie hanno uno sviluppo orizzontale, e questo permette una visione omogenea e rende possibili le combinazioni. Levanto, in Liguria, 31 dicembre: il percorso si chiude davanti all’ultimo tramonto; ancora nuvole che si spargono in cielo, e il mare fino all’orizzonte.

Tutte le immagini, realizzate con una macchina fotografica compatta Leica per accentuare il taglio “minimalista”, hanno uno sviluppo orizzontale, e questo permette una visione omogenea e rende possibili le combinazioni; nel corso del tempo, si sono progressivamente raffinate e cadenzate in diverse tematiche: la natura, l’architettura, le opere d’arte, murales e graffiti, le frasi scritte sopra un muro (“la poesia è morta e tu sei sopravvissuto”, 12 gennaio); la bellezza di Firenze e dei suoi monumenti.

Gli orari apertura mostra sono: lu: 14-19; ma-sab 10-13/ 14-19.
Domenica Chiuso.

La mostra sarà dal 17 maggio al 17 giugno.
L’inaugurazione sarà il 17 maggio alle ore 17.

Biografia

Massimo D’Amato
_ Fotografo professionista dal 1981
_ Giornalista pubblicista dal 1995

Fotografia artistica Da qualche anno ho iniziato a occuparmi di progetti di arte, diventati progressivamente la principale attività; alcune iniziative: 1ere Biennale Internationale (Casablanca, giugno 2012), “La Biblioteca Alexandrina”, collettiva a cura di Alessandra Borsetti Venier (Firenze, dicembre 2012), “Multiples Emotions Photografique”, collettiva a cura di Mostapha Romli (Casablanca Sofitel Tour Blanche, luglio 2013), “Ifitry: Artisti tra Italia e Marocco”, collettiva a cura di Mostapha Romli (Pisa, aprile 2015), “Rosso di Donna”, collettiva a cura di Alessandra Borsetti Venier (Prato, dicembre 2016), “Le Pulci Scomparse” – Circolo degli Artisti Casa di Dante (settembre 2016), “AbbanDonarsi” – XXV Rassegna internazionale Incontri d’Arte a cura di Alessandra Borsetti Venier (Pontassieve giugno/agosto 2016), “Esposizione Universale” collettiva a cura di Claudio Cosma (Firenze, marzo 2017),“Fotografia Europea in via Roma” (Reggio Emilia, maggio 2017), “Esposizione Universale” collettiva a cura di Claudio Cosma (Firenze, marzo 2017) “La fotografia a Firenze nel secondo dopoguerra, origini e sviluppo” conferenza di Anna Maria Amonaci (Firenze, novembre 2017). Nel prossimo mese di maggio, esporrò a LeicaStore di Firenze una selezione del progetto “365 alle 5” – diario fotografico del 2018.

 

 

 

Atto poetico / Monserrat Diaz > San Felice sul Panaro

Galleria FIAF
Centro culturale Opera – Azioni Creative

dal 13 maggio al 17 giugno 2019

Galleria FIAF “Centro culturale Opera – Azioni Creative c/o PHOTOCLUB EYES BFI”, Via M. Montessori, 39 – 41038 San Felice sul Panaro (MO) – direttore Paolo Ferrari cell 3496493250

Atto poetico, di Monserrat Diaz

L’idea che la vita e i sogni siano fatti della stessa sostanza è stata da sempre presente nei miei pensieri ed è necessariamente l’anima delle mie opere. Se si pensa al passato, ci si accorge che il ricordo di quello che abbiamo vissuto non è poi tanto diverso dal ricordo dei sogni appena fatti al nostro risveglio. Questa percezione del passato come un mondo fatto di sensazioni e immagini sfuggevoli, nel suo essere finito mi coglie serena ma suscita in me un inevitabile senso d’inquietudine, come quella che si ha dopo aver fatto un sogno conturbante. Ed è proprio quello che alla fine rifletto nelle mie opere: dietro un’apparenza gradevole che trasmette serenità e mette a proprio agio l’osservatore, c’è un elemento che per qualche motivo, riesce ad inquietarlo. Alcuni miei lavori nascono da un’idea a priori, sono il frutto di riflessioni e messe in atto con tanto di scenografia. Invece altre mie opere più oniriche e simboliche scaturiscono da un bisogno quasi irrefrenabile di scattare e creare nuovi scenari attraverso l’uso del fotomontaggio. In questi casi mi lascio guidare dall’intuizione e dall’estetica degli elementi che ho a disposizione senza pensare troppo al significato di quello che sto realizzando. Solo a lavoro concluso capisco di aver dato voce a qualcosa che abitava in me e che attraverso l’arte è riuscito ad emergere. È qui che i miei lavori possono dirsi onirici perché accade come con i sogni: prima li faccio e poi l’interpreto. Non si decide mai che cosa sognare. I sogni sono una voce libera che prescinde da ogni nostra volontà.

Il Direttore della Galleria FIAF
Paolo Ferrari

Biografia

Fotografa autodidatta, Montserrat Diaz, nata a Malaga ma trapiantata a Milano dal 2000 dove si laurea in Lingue e Letterature Straniere, ha sempre avuto una grande predisposizione per l’arte. Anche se inizialmente ama esprimersi attraverso la pittura, nel 2014 riscopre la fotografia e da allora diventa il medio attraverso il quale preferisce esprimere sé stessa.

In modo spontaneo è portata a rappresentare situazioni oniriche in cui i soggetti vivono in modo normale l’irrazionalità insita nella scena. Le sue “immagini”, come lei stessa le chiama per sottolineare il fatto che siano spesso frutto di fotomontaggi, richiamano quel mondo onirico che da sempre l’attira, e imitano il meccanismo messo in atto durante il sogno, tramite il quale si vengono a creare nuovi mondi in assoluta libertà partendo dalla rielaborazione dei momenti vissuti durante la veglia. Per i suoi lavori prende spunti dal realismo magico e il fantastico di Borges studiato all’università più che dal mondo della fotografia.

Notte da sballo / Massimilano Falsetto > Garda VR

Galleria FIAF
Garda

Mostra fotografica

Notte da sballo, di Massimiliano Falsetto

Palazzo Pincini Carlotti
via Alessandra Rudini Carlotti 5 _ GARDA VR

dall’11 maggio al 2 giugno 2019

E’ un reportage realizzato in tre anni in alcuni locali della bassa bresciana dove, tra eccessi di ogni genere, il sabato notte diventa una notte da sballo.
Tecnica utilizzata: flash sincronizzato su tempi lenti con movimento intenzionale della fotocamera.
Kit di sopravvivenza: tappi per le orecchie.

Massimiliano Falsetto

 

Il valore della fotografia di reportage non sta solo nel documento, ma bensì nella visione soggettiva del fotografo che si è posto in interlocuzione con una determinata realtà.

L’interpretazione soggettiva di un fenomeno collettivo è solo un punto di vista individuale, ma è proprio in virtù di questo protagonismo solitario del fotografo che essa può essere molto rivelatrice. La storia della fotografia ci insegna che solo uno spirito libero riesce a immergersi con lucidità negli eventi, per andare oltre i condizionamenti collettivi del costume, degli stereotipi e dei pregiudizi.

Rappresentare la realtà con la fotografia a volte è complicato e rischioso, sotto molti punti di vista. Un locale notturno in cui si pratica lo “sballo” è sicuramente uno di questi. E’ complicato perché non si realizza un’opera come questa solo con una semplice fotocamera digitale automatica, ma occorre un complesso di soluzioni tecniche da porre in atto con abilità come: flash, tempi lunghi e altre alchimie. Occorre anche sperimentare pazientemente, fino ad ottenere il totale dominio del risultato grafico e cromatico. Nell’opera di Massimiliano Falsetto se i tempi lunghi registrano nel buio l’energia dei flussi cromatici del mosso, contemporaneamente il flash ferma la forma simbolica di una posa che dona senso all’immagine. Altro elemento fondamentale delle sue fotografie è il punto di ripresa ravvicinato al soggetto che col suo messaggio sinestetico immerge, il lettore dell’immagine,in un’onda erotica perturbante che avvolge tutto e tutti.

Come sempre quando si parla di comportamento umano, con gli stimoli di una mostra come questa, nella lettura delle immagini bisognerebbe andare oltre la loro spettacolarità e riflettere sul significato che la fotografia comunica. In questo lavoro tanti sono gli aspetti pungenti e immagino che ognuno dei visitatori si farà una propria opinione, su queste ritualità di gruppo che con l’assenza indotta di ogni inibizione, fanno rivivere all’uomo d’oggi pulsioni che si perdono nella notte dei tempi.

Complimenti a Massimiliano Falsetto per il risultato d’eccellenza nel narrare il rito dello “sballo”, senza pregiudizi e mantenendo alta la consapevolezza del proprio progetto.

Silvano Bicocchi
Direttore del Dipartimento Cultura FIAF

MASSIMILIANO FALSETTO AFI – EFIAP

Nato a Napoli nel 1966, si trasferisce a Ghedi (Brescia) per lavoro nel 1988, dove tuttora risiede con la moglie e i due figli.

Fotoamatore a km zero, inizia a fotografare negli anni novanta, prediligendo il colore, che cura personalmente stampando diapositive. I suoi generi preferiti sono il reportage e il racconto per immagini; il soggetto principale è la vita di tutti i giorni.

Iscritto alla FIAF dal 1996, inizia a partecipare con successo ai concorsi nazionali ed internazionali e viene invitato ad esporre in numerose sedi italiane attraverso il circuito CIRMOF.

Si ricordano soprattutto i reportage: Periferia (1998), di cui è stato pubblicato un articolo su “Il Fotoamatore” nel dicembre 1999, La naja degli ultimi (2000), Centro commerciale (2001) e Corso di nuoto (2002), di cui è stata pubblicata la copertina e un articolo su Fotoit 12/2003.

Nel 2002 viene insignito dell’onorificenza AFI.

Dopo il traumatico passaggio dall’analogico al digitale, da circa quattro anni ha ripreso un’intensa e premiata partecipazione ai concorsi FIAF e FIAP.

Numerosi riconoscimenti riscuotono i reportage: “Il futuro era bellissimo”, “Alla luce del sole”, “Notte da sballo” e le foto singole: “Closing time”, “Smoking in the bathroom”, “Brescia underground”, “Cuori di periferia”, “Different love”…

Inoltre, “Skaters in the square”, scattata in piazza Vittoria a Brescia, è stata selezionata tra le cinque immagini finaliste per “La foto dell’anno FIAF 2017” e “Kiss in the subway” è stata selezionata nella squadra italiana che ha preso parte alla 34^Coppa del mondo FIAP Black&white.

Nel 2017 si iscrive al Circolo Fotografico “Lambda”BFI di Ghedi.

Il reportage “Notte da sballo” diventa una mostra che sarà esposta nelle Gallerie FIAF di Brescia (marzo 2019), Garda (maggio 2019) e Sesto S.Giovanni (giugno 2019).

Nel 2018 viene insignito dell’onorificenza AFIAP e nel 2019 dell’onorificenza EFIAP.

 

Spazi sensibili … due / Marco Nicolini > Perugia

Galleria FIAF
Museo Civico di Palazzo della Penna – Perugia

dall’11 maggio al 2 giugno 2019

Galleria FIAF “Museo Civico di Palazzo della Penna”, Via Prospero Podiani, 11 – 06121 Perugia PG – Direttore Marco Nicolini – info@marconicolini.it

Spazi sensibili … due, di Marco Nicolini

Un  progetto fotografico a quattro mani che fa seguito al precedente “Spazi sensibili” portato a termine nel 2013 con testi di Mimmo Coletti ed edito, come questo, da Futura.

Ora, con questo progetto, l’occhio di Nicolini, sempre con lo stesso stile di street photographer ma ora con contaminazioni tra il ritrattista e il paesaggista, si sposta su  tutti coloro che possono godere da casa o da un “particolare” luogo di lavoro o di studio viste esclusive su monumenti, chiese o “quadri” importanti della città di Perugia, teatro naturale di una cultura onnipresente.

E proprio su questo teatro ancora dunque il romanzo di Mimmo Coletti che racconta i luoghi e accompagna il lettore in questo particolare ed intimo viaggio nella storia.

Il reportage fotografico ha come risultato un “dittico”: uno scatto in interni con la presenza della persona o delle persone nella loro quotidianità, il secondo scatto dalla finestra che fa da cornice alla veduta. Nella composizione la cornice come mezzo per solennizzare, nella tecnica fotografica l’uso del grandangolo per sottolineare gli spazi.

C’è partecipazione tra il quotidiano e l’arte ancora una volta, una partecipazione sicuramente continua e durevole. La persona al centro in una relazione diretta con le bellezze della sua città.

Un connubio imperdibile quello tra “uomo ed arte”.

E’ una Perugia rappresentata non come paesaggio “figurina-cartolina”, ma come paesaggio “vissuto”, luogo come compagno di vita quotidiana, nel tempo libero e nel lavoro. E’ La nostra Città che si mostra al nostro fianco. Abitazioni, luoghi speciali che pulsano con presenze umane con finestre e terrazze che incorniciano il mondo. Il nostro mondo. Come una grande famiglia, c’è chi si diletta con la musica, chi suona, chi legge, chi cucina, chi dipinge, chi lavora, chi studia, chi gioca a carte con il nipotino, chi segue il suo hobby preferito, in momenti diversi della giornata, in spazi ove si coglie talvolta una spiccata spiritualità, tutti amabilmente a contatto con una città premurosa che vuol essere orgogliosa del suo passato e della sua storia rinnovati nella vita di ogni giorno.

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