Merry Marilyn. Naturale eleganza, magico charme. > Torino

MERRY MARILYN
Naturale eleganza, magico charme
12 dicembre 2018 > 28 gennaio 2019 – Aula del Tempio, Mole Antonelliana

In occasione delle feste natalizie il Museo Nazionale del Cinema rende omaggio a Marilyn Monroe! Come per magia, l’Aula del Tempio si trasforma in un tributo alla diva per eccellenza attraverso l’esposizione di rari memorabilia che esaltano il fascino innato di Marilyn.
In mostra, dalle collezioni del Museo Salvatore Ferragamo, scarpe originali appartenute all’attrice, oltre a una spettacolare installazione che vede protagonista il décolleté tacco 11 in vernice rossa realizzato da Salvatore Ferragamo espressamente per l’attrice. Dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Los Angeles, bozzetti per costumi indossati da Marilyn sul set, disegnati da importanti costume designers. Dalle collezioni del Museo del Cinema, un nuovo allestimento degli oggetti personali della star. Ad arricchire l’esposizione di memorabilia, anche riviste d’epoca, estratti di film e fotografie di grandi autori; fra le immagini, una speciale sezione su Marilyn e il Natale conclude il festoso omaggio alla star.
Ingresso con biglietto Museo.

 

Il tributo a Marilyn Monroe continua al Cinema Massimo dove – dall’8 al 22 gennaio – verranno riproposti 9 tra i più celebri film interpretati dall’attrice.

 

Color photo of Marilyn Monroe wearing a black cape taken by Milton H Greene in New York in 1955 (courtesy of: Museo Nazionale del Cinema Torino)
Photographed by Milton H. Greene © 2018 Joshua Greene www.archiveimages.com

Coree > Torino

Siamo lieti di invitarla all’inaugurazione della mostra:
“KOREAN DREAM” “MADE IN KOREA”

Inaugurazione venerdì 16 novembre, ore 21

La mostra resterà aperta fino al 2 dicembre
GALLERIA FIAF – Via Santarosa 7/A (Porta Susa) – Torino
Apertura 9,30-12,30 ; 14,30-17,00 dal lunedì al giovedì
Venerdì 9,30-12,30
info: 011.562.94.79
www.fiaf.net/gallerie/torino

https://www.facebook.com/galleriaFIAFtorino/

IMPERDIBILE APPUNTAMENTO VENERDI 16 NOVEMBRE IN GALLERIA, H. 21
con il fotografo Filippo Venturi e le sue immagini di reportage sulle due Coree.

Filippo Venturi è un fotografo documentarista che lavora su progetti editoriali, aziendali e commerciali. Si dedica inoltre a progetti personali su temi, storie e problematiche che ritiene meritino attenzione e approfondimento. I suoi reportage sono stati pubblicati su magazine e quotidiani come The Washington Post, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Vanity Fair, Gente, D di Repubblica, Io Donna / Corriere della Sera. Nel 2015 Venturi realizza il progetto Made in Korea, un’esplorazione della Corea del Sud, che è stato esposto, fra gli altri, al MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma e alla Somerset House di Londra a seguito del premio ricevuto ai Sony WPA. Nel 2017 viene inviato da Vanity Fair in Corea del Nord, dove realizza il reportage Korean Dream. Con immagini attente ai particolari e perfettamente costruite Venturi indaga la realtà di questa nazione caratterizzata da costumi e rituali di una società militarizzata.

Tornare > Trieste

Galleria FIAF 
Sala Mostre Fenice, Trieste

da mercoledì 14 novembre al 14 dicembre 2018

Galleria FIAF “Sala Mostre Fenice”,  Galleria Fenice, 2 –Trieste (TS) – direttore Fulvio Merlak – cell 3470891530 –

Tornare, di Mariagrazia Beruffi

Una giornata speciale quella in cui Bianca e Aldo, esuli istriani, decidono di tornare alla loro casa. Tutto è stato lasciato così a Strugnano da quel febbraio del 1947 in cui l’Istria è stata ceduta alla ex Yugoslavia.
Una finestra rotta, un cortile, il muro di fronte, niente più ha le sembianze di casa. Flash di memoria riportano alla mente l’infanzia e la giovinezza vissute tra quelle pareti piene di crepe e di ragnatele. Ma anche le sparizioni, le foibe e la paura che li spinse alla fuga verso un futuro incerto.
Rivivono in silenzio il loro passato, perché il racconto non può coinvolgere emotivamente chi non ha visto, sentito e pianto. «È un ricordo, quello dell’Istria, destinato a sopravvivere, nell’animo di chi più non vi risiede, per il fuggevole momento di una sola generazione, l’ultima rimasta.» (Eugenio Scalfari dalla prefazione al libro di Gianni Giuricin “Istria maledetta”)
Tradurre in immagini le loro memorie è stato un po’ come profanare i loro sentimenti più intimi e per questo ringrazio Bianca e Aldo Paoli per la grande disponibilità a rivivere quei momenti che sono appartenuti anche ad altri 300 mila esuli istriani sparsi in tutto il mondo.

MARIAGRAZIA BERUFFI

Bio

Vivo tra Brescia, città natale, e Trieste. Dopo un periodo di insegnamento di lingue straniere ho iniziato un percorso di grafica che mi ha avvicinato alla fotografia. Da subito il mio interesse si è rivolto non tanto alla tecnica quanto all’atto fotografico come esperienza di vita. La mia è una fotografia del reale ma molto istintiva, imprevedibile e soggettiva. Nasce spesso da incontri casuali che, pur nella loro fugacità, si tramutano in condivisione di sogni, sentimenti ed emozioni.

45mo Premio Brescia

Galleria FIAF
Museo Nazionale della Fotografia CFC Brescia

da sabato 10 novembre fino al 9 dicembre 2018

Galleria FIAF “Museo Nazionale della Fotografia CFC” –Brescia (BS) –

45° CONCORSO FOTOGRAFICO PREMIO BRESCIA
DI FOTOGRAFIA ARTISTICA 2018

Giunto quest’anno alla sua 45° edizione, il concorso Premio Brescia indetto dal Museo Nazionale della Fotografia porta ogni anno al Museo centinaia di fotografie da ogni parte d’Italia. Il tema è libero e spazia in tutti i generi fotografici: dal ritratto al paesaggio, allo still life, alla figura ambientata al reportage. Ogni autore può presentare quattro fotografie; le ammesse, le premiate sono esposte nella sala mostre del museo fino al 9 dicembre. Quest’anno premi speciali a ricordo di personalità importanti per il Cinefotoclub e per la città: , sezione Paesaggio a ricordo di Lucio Vecchi, “Brescia, tradizioni che si ripetono nel tempo” a ricordo di Gilberto Vallini, Idea più originale a colori a ricordo di Giancarlo Ghiroldi. Proseguita anche quest’anno la collaborazione con Zoom-Giornale di Brescia per il quale il tema è “Aria” e da quest’anno il Premio Brescia Oggi per la fotografia a tema “A piedi nel parco”.

Portrait > Sesto San Giovanni

Galleria FIAF 

“Civica Fototeca Nazionale Città di Sesto San Giovanni” Sesto San Giovanni MI

da sabato 10 novembre al 1 dicembre 2018

Portraits , di Joe Oppedisano

Di Renzo Margonari

Nel valutare l’opera dei migliori fotografi in attività, si vorrà riconoscere che è difficile sgombrare la mente dalle nozioni estetiche –che sono in gran parte pregiudizi- sedimentate nel definire l’ormai secolare storia della Fotografia, anche perché si tratta di una forza espressiva acquisita velocemente al novero delle arti figurative con facoltà d’immediatezza e relativa facilità tecnica convivendo principalmente con la Pittura. Molti aspetti di questo dualismo non sono ancora stati analizzati. Per fare necessarie e libere considerazioni sarebbe utile, invece, smontare alcuni assiomi pacificamente attestati dagli storici e ormai considerati basilari sebbene discutibili. Non è vero, per esempio, che ci sia stata una storica contesa tra le due arti. Al contrario, c’è stata una continua collaborazione consistente, coabitante e cooperante, imprescindibile, reciprocamente pervasiva, più o meno evidente in alcuni momenti decisivi nell’enunciazione di nuovi linguaggi figurativi e la conseguente elaborazione di progressive novità estetiche. I critici e teorici specializzati della Fotografia tendono arditamente a propugnarne l’indipendenza, mentre è dimostrabile che l’avvento della Fotografia sia una conseguenza delle ricerche avanguardistiche sulla luce della Pittura (non per caso la Fotografia è circa coeva dell’Impressionismo e Divisionismo nella seconda metà dell’Ottocento e del primo Novecento). Su ciò dovrei amplificare e circostanziare, con opportune citazioni (che sarebbero assai numerose) di artisti fotografi la cui opera dimostrerebbe l’ovvietà dell’asserto. Sarà per un’altra volta, disponendo di una più opportuna occasione, ma tanto basta per introdurre succintamente il senso della ricerca estetica svolta magistralmente da Joe Oppedisano applicando criteri ricavati, appunto, dalle avanguardie del XX secolo. Nella pratica di Oppedisano, la Fotografia dispone di tutti i generi ed è aperta a tutte le categorie poetiche. La strumentazione non è solo riservata all’uso della fotocamera, ma si è arricchita di mezzi e metodi –particolarmente del collage (o montage) e altre risoluzioni- che derivano dal repertorio tecnico della Pittura. Tutto questo, aggiunto alle facoltà specifiche della fotocamera, fa sì che il fotografo-artista disponga di un arsenale espressivo sterminato oltreché della propria capacità immaginativa, ancor più rafforzata dai recenti progressi dello strumento-base, innovazioni che stanno modificando e amplificando il linguaggio fotografico stesso.
Per formazione e cultura si potrebbe inquadrare Joe come un tipico rappresentante del nostro tempo estetico. E’ il fotografo più aperto alla sperimentazione che io conosca, totalmente disinibito ma intransigente rispetto alla qualità espressiva dell’immagine ideata, ai doveri formali, ma non tralascia alcuna delle precedenti esperienze che demarcano i tempi del proprio personale progresso fotografico: talvolta utilizza perfino lo spin off -tecnica più difficile poiché primitiva, elementare, che esclude la fotocamera- e contemporaneamente passa a complesse sperimentazioni digitali, e ancora combina tra loro varie tecniche, oppure elabora immagini con tecniche dirette, le seziona, le rimonta. Sul piano fisiognomico questa incessante progressione sperimentale non preordinata, esclude la ricerca di uno stile riconoscibile per mezzo della ripetizione di schemi e strutture. Tutto ciò –non sono certo che valga affermarlo una volta di più- è il modo più consono per rispondere attivamente e in positivo al rapido mutare del paesaggio interiore dell’uomo contemporaneo ma anche della realtà ambientale, del sistema che condiziona la visione soggettiva. Così, infatti, ogni opera ha una contingenza qualitativa propria, anche tecnica ed espressiva, che la collega alla continua sperimentazione linguistica e sviluppa, nel tempo, il senso della distinta presenza fotografica di Oppedisano. La mutazione, il tempo, la mutazione nel tempo. Le sue immagini sono “ideate”, in altre parole non ricorrono a citazioni dell’arte pittorica come fanno tanti maestri fotografi che riproducono il già celebre immaginario pittorico. Le foto di Joe non citano l’arte perché sono arte, risultando da un progetto mentale autonomo. Infatti, non sono pensieri resi immagine, bensì immagini del (suo) pensiero. Ciò vale anche nell’osservazione dei suoi lavori più correnti che ripercorrono magistralmente i generi figurativi più comuni, paesaggio, natura morta, ritratto, derivando sempre da un rapporto presenziale e rapidamente approfondito, il che sottende anche in questi casi una sperimentazione meno esibita ma effettiva come, ad esempio, un diverso caricamento della potenzialità cromatica, della temperatura della luce.
Joe Oppedisano ha piena consapevolezza che è stato proprio l’avvento della Fotografia tra le arti figurative a contaminare per sempre i linguaggi figurativi, a fonderli tra loro: una ibridazione permanente, ormai. L’evoluzione della forma e le oscillazioni del gusto, la reciprocità delle sperimentazioni formali condurranno in avanscoperta l’esploratore che vorrà avventurarsi nell’incerto viaggio della continuità sperimentale connaturata alla Fotografia.
Renzo Margonari

Sinestesia – Contaminazioni visive > Augusta SR

Galleria FIAF
“Augusta Photo Freelance – Sala espositiva G. Maddaleni” Augusta SR

da sabato 3 novembre al 11 novembre 2018

Galleria FIAF “Augusta Photo Freelance – Sala espositiva G. Maddaleni” – via Ronco Rossi, 12 – 96011 Augusta (SR) – direttore Maria Pitruzzello cell 3351467088 — contatto Romolo Maddaleni cell 3347709703 –

 

SINESTESIA. CONTAMINAZIONI VISIVE.

L’immagine della retina umana fa da specchio e resta teorica al tempo stesso, forse solo fino a quando ne parliamo in quanto tale; nel tempo che abbiamo cessato di guardarla ,continuando però a vederla, essa ha roteato lungo il campo ellittico delle sinapsi, rimbalzando di scintille elettriche, per finire nella tavolozza della mente.
La mente è innaturale tavolozza: si produce in miliardi di pennellate, di puntini, di modelli serigrafici, di tratti di pennello o di matita, di screziature, di tagli o di sfumati, per dare corpo alla visione, grande e duratura oppure minuscola e infinitesimale, tesa come le ali di una libellula, per diventare rappresentazione.

 

Mimmo Blandino

Nasce ad Augusta nel 1953, dove vive.
Appassionato da sempre di fotografia, egli ad un certo punto si stacca dal modo di fotografare “tradizionale” non limitandosi più a fermare i momenti in immagini ma cercando di catturare il senso intrinseco dei soggetti, il loro movimento, la loro vita interiore. Blandino sembra dipingere con la sua macchina fotografica poiché riesce a creare autentiche astrazioni artistiche spezzando e avvitando su se stessi i soggetti ispiratori. Con le sue opere porta a compimento un’operazione di scavo interiore, a volte sottile e silenzioso altre urlato e forte.
Mimmo Blandino ha tenuto presso varie sedi lezioni di fotografia e partecipato a numerose mostre. Caro a Blandino è il connubio fotografia/poesia. Tra le numerose manifestazioni a cui ha partecipato ricordiamo, infatti, le presentazioni di libri di poesie come “Mentre l’Europa dorme” di Carmelo Giummo e la mostra “L’arte di vedere. Visioni convergenti e divergenti”.
Attualmente le opere di Mimmo Blandino sono in mostra permanente presso la galleria Plenum di Catania.