Emozioni in Nepal > Palermo

Galleria FIAF 
ARVIS Palermo

dal 22 marzo al 15 aprile 2019

Galleria FIAF “ARVIS”, via Giovanni di Giovanni, 14 – 90139 Palermo (PA) – direttore Pippo Consoli . cell 3299669508 –

Emozioni in Nepal” di Gianni Nastasi e Rosario Barone

Nepal 1988, Nepal 2018 trent’anni di differenza, cambia la società e cambiano i costumi, ma non cambiano le emozioni che suscita questo paese. Le foto di Gianni Nastasi scattate nel 1988 mostrano un Nepal ancora tradizionale nei costumi e nelle scene di vita quotidiana. Le foto di Rosario Barone, scattate trent’anni dopo ritraggono un Nepal in via di occidentalizzazione, ma che, mantenendo immutate tradizioni locali, religiose e il contesto, continua a suscitare le stesse emozioni.
Gianni Nastasi

Accordo FIAF + Leica

Roberto Rossi, Presidente della FIAF, annuncia un importante accordo siglato tra la Federazione e la Leica per il progetto Gallerie FIAF. L’accordo permetterà di ampliare l’attività delle Gallerie FIAF, prestigiosa vetrina delle attività della Federazione, grazie alla disponibilità delle mostre prodotte da Leica stessa, oltre a quelle già disponibili nel circuito, e a quelle direttamente prodotte da ogni singola Galleria. Sempre in virtù dell’accordo entreranno nel circuito delle Gallerie FIAF tre gallerie Leica già presenti negli store di Bologna, Firenze e Roma: cresce quindi la scelta di locali prestigiosi per l’esposizione di mostre ufficiali prodotte dalla Federazione.

Manuale dell’Audiovisivo

Sabato 9 Marzo 2019 in occasione del 3° Seminario Tecnico DiAF è stato presentato il 1° Manuale dell’Audiovisivo edito dal Dipartimento DiAF.
Per chi vorrà acquistarne una copia – a breve sarà disponibile su shop.fiaf.net – preghiamo di contattare alla mail segreteria.diaf@gmail.com

No Pain No Gain / Marino Porfiri > Trieste

Galleria FIAF 
Sala Mostre Fenice, Trieste

dal 20 marzo al 12 aprile 2019

Galleria FIAF “Sala Mostre Fenice”,  Galleria Fenice, 2 –Trieste (TS) – direttore Fulvio Merlak – cell 3470891530 –

No Pain No Gain, di Marino Porfiri

Marino Porfiri

Ogni anno, in Italia, si organizzano circa trenta “Tattoo Convention”. A questi eventi, ”vetrina”, partecipano artisti provenienti da tutto il mondo, essendo un’opportunità per farsi conoscere lavorando sotto gli occhi di potenziali clienti. Nelle tre giornate di svolgimento sono organizzati numerosi concorsi, divisi in categorie di stili. Ottenere il “Best in Show” è molto ambito. Proprio perché il corpo umano è inteso come mezzo di espressione artistica, si programmano vari spettacoli, tra cui Body Paintig, Burlesque, Shibari e quant’altro abbia attinenza con l’esibizione, in generale, del fisico.
Le statistiche ci informano che nel nostro Paese sono sette milioni le persone che hanno almeno un tatuaggio sul proprio corpo e, di questi, il primato spetta alle donne con il 13,8% seguite dagli uomini con l’11,7%. Il 7,2% dei tatuati è minorenne. Sono numeri rilevanti, che spiegano la vasta affluenza di tatuati e di semplici curiosi a questi convegni. Al contempo ci fa riflettere l’esigenza psicologica di tatuarsi; invero. non chiariscono il bisogno e il desiderio di questo strumento di comunicazione. Il fine di questa serie d’immagini non è dare una risposta, ma vuole essere uno spunto di riflessione.

La Thonet delle Eumenidi > Augusta SR

Galleria FIAF
“Augusta Photo Freelance – Sala espositiva G. Maddaleni” Augusta SR

da sabato 16 al 24 marzo 2019

Galleria FIAF “Augusta Photo Freelance – Sala espositiva G. Maddaleni” – via Ronco Rossi, 12 – 96011 Augusta (SR) – direttore Maria Pitruzzello cell 3351467088 — contatto Romolo Maddaleni cell 3347709703 –

 

LA THONET DELLE EUMENIDI. DI VITTORIO GRAZIANO

Una scelta di donne comuni, non selezionate secondo particolari caratteristiche: una galleria tutta al femminile di musiciste, scrittrici, attrici, studentesse, danzatrici del ventre e anche fotografe. Tutte mostrano un’espressione che le accomuna: guardano direttamente dentro l’obiettivo della macchina che le sta puntando; rivolgono lo sguardo al fotografo che sta passando in rassegna i volti con piglio affilato.
Forse però questi sguardi, chiaramente orientati fuori della scena, sono rivolti all’ipotetico spettatore o spettatrice, di quelle foto. O forse queste donne rispediscono al mittente-fotografo lo sguardo per avere una presunta conferma. Oppure, o anche, si offrono al pubblico che le guarderà, per suscitare un’approvazione o più semplicemente per stimolare un dialogo. Ciò non è dato sapere.
Vittorio Graziano, le fotografa in bianco e nero, com’è d’uso nella più tradizionale iconografia della ritrattistica. Definisce uno sfondo che si presenta sempre lo stesso: una specie di box naturale, un quadrato scuro (come il formato delle foto e del volume che le contiene), dove si alternano in una scena minimalista, le ragazze e le donne: accanto a una vittoriana sedia Thonet o su essa sedute, con in mano una chitarra, un violino, un libro aperto o una macchina fotografica.
La composizione appare serena, consueta e rassicurante. Il fotografo concentra la sua attenzione nella postura del corpo femminile, insistendo soprattutto nell’esposizione delle mani. Le mani sembrano voler rappresentare il nucleo generativo di questo studio sulla persona. Sono mani intrecciate, mani che abbracciano una sedia, mani che riposano sul corpo stesso, mani che reggono un libro o che nascondono parzialmente un volto.
Quelli di Vittorio Graziano sono ritratti che intendono raccontare una quotidianità, ma una quotidianità rituale e organizzata intorno ai vagheggiamenti dei soggetti raffigurati; una normalità che evidenzia un atteggiamento contemplativo, quasi di attesa. Queste figure sembrano illustrare le aspirazioni, i desideri, la vanità femminile e, in taluni casi, si mostrano come una semplice presenza, una testimonianza in uno studio fotografico.
(Carlo Guarrera)

Tommaso Altamura > Sesto San Giovanni

Galleria FIAF 

Civica Fototeca Nazionale Tranquillo Casiraghi
Villa Visconti d’Aragona _ via Dante 6 _ Sesto San Giovanni MI

il 16 e dal 16 al 30 marzo

Lectio Magistralis con mostra a seguire , di Tommaso Altamura e …

Hong Kong, da sempre crocevia tra ovest è est sembra sempre più cinesizzarsi. A poco più di vent’anni della cessione di Hong Kong alla Cina da parte dell’Impero britannico, ritenevamo che Hong Kong potesse essere un modello di modernità, prosperità per la Repubblica Popolare Cinese. Invece la sensazione è che sia Hong Kong a diventare sempre più simile alla Cina e non viceversa. Un lento passaggio fino ad ora poco tangibile che si concluderà nel 2047 con la scadenza dell’accordo “un paese, due sistemi” .